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05 giugno 2026

IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA: IL PESO DELLE PAROLE E IL CORAGGIO DI NON RIMANERE IN SILENZIO

(di Anna Cella, 2^C)

Il libro “il ragazzo dai pantaloni rosa”, scritto da Ciro Cacciola, lascia una riflessione molto forte, proprio perché racconta una storia che purtroppo potrebbe accadere a chiunque.
La cosa più dolorosa è che Andrea viene preso di mira a causa di un motivo banalissimo: un paio di pantaloni diventati rosa in seguito a un lavaggio sbagliato. Quel semplice vestito ha trasformato Andrea nel bersaglio delle prese in giro, solo perché di un colore molto spesso legato a stereotipi. Secondo me, i compagni del protagonista hanno utilizzato i pantaloni, che in realtà non erano la vera causa, per ferire Andrea e prenderlo di mira. Quello non è un semplice indumento, ma un simbolo di libertà, perché nonostante Andrea venga bullizzato continua a indossarli: lo fanno stare bene e questo è l’importante! Questo libro ci vuole, infatti, mostrare come il mondo in cui viviamo sia solito a giudicare l'apparenza, basandosi solo su pregiudizi e stereotipi, senza conoscere davvero chi sia davanti.

Un tema principale che il libro vuole trattare è il bullismo. Andrea, infatti, ci mostra che questo non è un semplice scherzo innocuo perché può ferire lentamente una persona dentro facendola sentire sola, sbagliata e senza via d’uscita.

Questa storia ci mostra un’altra considerazione molto importante: le parole possono uccidere. Gli insulti, le prese in giro, le offese hanno distrutto Andrea. Le parole che l’hanno ucciso, se fossero state gentili potevano salvarlo. Ci insegna quindi il potere che hanno: non sono semplici parole dette per scherzo, ma possono ferire profondamente una persona.

04 giugno 2026

IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA: IL RISPETTO PER IL DIVERSO E L'IMPORTANZA DELLA NOSTRA REAZIONE

(di Leonardo Sbravati, 2^C)


Il libro "Il ragazzo dai pantaloni rosa", scritto da Ciro Cacciola, racconta la storia di Andrea Spezzacatena, un ragazzo che iniziò a venire bullizzato per essere andato a scuola con dei pantaloni rosa; i compagni lo derisero ritenendo questo colore da femmina o, addirittura, da gay.
Andrea andò a scuola vestito così perché sua madre aveva lavato i suoi pantaloni insieme ai pantaloni rossi di Andrea, lui decise di metterli lo stesso, affermando che quel colore non gli dispiaceva.
Questa storia mi fa riflettere quanto siano pericolosi il bullismo e il cyberbullismo e quanto possano ferire una persona profondamente anche fino a morire.
Tra il bullismo e il cyberbullismo c’è una grandissima differenza: il bullismo lo si può attuare a scuola su una persona fisica; però quelle parole dette all’aperto possono svanire in fretta dalla mente di tutti. Questo non vuol dire che non sia pericoloso.

03 giugno 2026

IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA: OLTRE LO SCHERMO, EMOZIONI E SENTIMENTI

(di Andrea Sembeni, 2^C)

“Il ragazzo dai pantaloni rosa” è una storia triste e commovente raccontata da Ciro Cacciola. Parla di Andrea Spezzacatena, bullizzato online e nella vita reale per come era e come si vestiva, per colpa di un paio di pantaloni rosa.
Questa storia ci fa capire quanto sia importante riflettere e pensare che ognuno di noi è diverso e bisogna accettarlo, inoltre i social possono essere uno sfogo, un divertimento, però possono far male anche più di un pugno.
C’è una grande differenza tra bullismo e cyberbullismo: quest'ultimo viene svolto online e lo possono vedere tutti; rimane per sempre e per questo un commento, magari un insulto che per chi lo scrive può essere anche più leggero, per chi lo legge no, è ancora peggio. Inoltre chi subisce bullismo lo subisce da una persona, il bullo, che è sostenuto da altre, chiamate branco, che sono coloro che invece di difendere la vittima preferiscono mettere like oppure ridere come se niente fosse. In realtà quelle persone vorrebbero aiutare la vittima, però sono frenate dalla paura di essere escluse dal gruppo oppure di diventare la prossima vittima.
Se dovessi dare un voto al giudizio dei miei coetanei sarebbe 5, perché mi importa ma non più di tanto, e non mi è mai capitato di essere giudicato per cosa mangio, come mi vesto e così via.

02 febbraio 2026

BARBERO E CAZZULLO SU SAN FRANCESCO

(di Lorenzo Italo Papi, 1^A)

Castenedolo… incontra San Francesco, con la guida di due rockstar della cultura: lo storico Alessandro Barbero e il giornalista Aldo Cazzullo, che con i loro libri dedicati al patrono d’Italia hanno superato insieme un milione di copie vendute.

Nella serata del 12 gennaio hanno regalato alla comunità uno sguardo nuovo, oltre gli stereotipi, a 800 anni dalla morte di Francesco. Perché quell’uomo medievale parla ancora alla nostra identità nazionale? Francesco con i suoi pensieri e le sue azioni, è stato protagonista del suo tempo. Cazzullo sostiene che una figura così nasce una volta ogni millennio: Gesù, Buddha e Francesco.
Nessuno può capire San Francesco fino in fondo se non è mai stato follemente innamorato: lui, che era determinato fin dalla giovinezza a fare qualcosa di grandioso, finì per fare qualcosa di eterno. La povertà era per Francesco la massima forma di libertà. Chi oggi direbbe una cosa del genere?!
Francesco è una figura formativa per la nostra comunità, ispira gli italiani che vogliono fare qualcosa di grande e di buono: è un santo di pace.

12 gennaio 2026

IL RUGBY, UNO SPORT COI FIOCCHI

(di Gabriele Rinaldin, 1^C)
"Una palla rotonda te la può passare anche un muro, una palla ovale te la può passare solo un amico."
E’ proprio un dato di fatto, il rugby è uno sport che si può giocare solo con degli amici. Purtroppo in Italia è poco praticato rispetto al calcio ed ad altri sport, ma vale la pena almeno provare a seguirlo.
Il rugby prima di tutto è rispetto, gioco di squadra e lealtà. Perchè rispetto? Bhè, perché prima di ogni partita (tranne che nelle nazionali) si fa un saluto alla squadra avversaria con un “hip hip urrà” urlato da tutta la squadra per gli avversari.Una parte fondamentale del rugby è il terzo tempo: alla fine della partita tutte e due le squadre si riuniscono per mangiare insieme come se si conoscessero da tempo.
Nonostante il rugby sia uno sport di contatto, le regole sono ferree, per esempio solo il capitano può parlare con l’arbitro e le decisioni che prende lui sono legge e nessuno può contrastarle. Il campionato più importante per i club rugbistici è il campionato internazionale, l’URC Championship e