10 giugno 2026

BUONA ESTATE: SIATE FELICI!

(di Stefania Barcella)

Un anno è fatto di storia, un anno è fatto di scoperte: può sembrare una porzione piccola della vita, un punto percentuale se riferito ad un'ipotetica esistenza di 100 anni, eppure racchiude in sé tutto quel che c'è.
Vi sono gli sguardi, vi sono le parole, vi sono gli incontri, vi sono i giudizi. Quegli sguardi che hanno cambiato una parte di voi, quelle parole che vi ricorderete per sempre, quegli incontri che condizioneranno le vostre azioni in futuro, quei giudizi che vi hanno fatto riflettere su qualcosa di nuovo.
Un anno della vostra vita, un anno della vostra esperienza di studio, un anno della vostra crescita studentesca ed interiore, un anno delle vostre relazioni: è molto più dei giorni che l'hanno contraddistinto, è quella parte del tutto che continuerà anche domani.
Ovunque voi sarete, una parte di quello che avete vissuto risuonerà in qualche frammento della vostra Estate. In questo “tempo lento”, provate a riconoscere chi siete diventati: ogni difficoltà affrontata ha aggiunto - più o meno consapevolmente - un ulteriore pezzo al grande puzzle della vita.

09 giugno 2026

UN ANNO DA RICORDARE

(di Alessandra De Giorgi)


Cari ragazzi, colleghi e famiglie,
Eccoci arrivati all'ultimo giro di giostra di questo intenso e meraviglioso anno scolastico. Leggere gli articoli di questo giornalino è un'emozione grande, perché racchiude non solo parole e immagini, ma la voce viva della nostra scuola.
Prima di lasciarvi alla lettura, sento il bisogno di fare dei ringraziamenti speciali.
Alla nostra redazione: il mio primo e più grande grazie va ai ragazzi e alle ragazze che hanno dato vita a questo progetto. Grazie per la vostra curiosità, per le idee vulcaniche che avete portato in ogni riunione e per l'impegno con cui avete lavorato a ogni singolo articolo. Siete stati straordinari e questo giornalino è il frutto della vostra passione.

05 giugno 2026

IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA: IL PESO DELLE PAROLE E IL CORAGGIO DI NON RIMANERE IN SILENZIO

(di Anna Cella, 2^C)

Il libro “il ragazzo dai pantaloni rosa”, scritto da Ciro Cacciola, lascia una riflessione molto forte, proprio perché racconta una storia che purtroppo potrebbe accadere a chiunque.
La cosa più dolorosa è che Andrea viene preso di mira a causa di un motivo banalissimo: un paio di pantaloni diventati rosa in seguito a un lavaggio sbagliato. Quel semplice vestito ha trasformato Andrea nel bersaglio delle prese in giro, solo perché di un colore molto spesso legato a stereotipi. Secondo me, i compagni del protagonista hanno utilizzato i pantaloni, che in realtà non erano la vera causa, per ferire Andrea e prenderlo di mira. Quello non è un semplice indumento, ma un simbolo di libertà, perché nonostante Andrea venga bullizzato continua a indossarli: lo fanno stare bene e questo è l’importante! Questo libro ci vuole, infatti, mostrare come il mondo in cui viviamo sia solito a giudicare l'apparenza, basandosi solo su pregiudizi e stereotipi, senza conoscere davvero chi sia davanti.

Un tema principale che il libro vuole trattare è il bullismo. Andrea, infatti, ci mostra che questo non è un semplice scherzo innocuo perché può ferire lentamente una persona dentro facendola sentire sola, sbagliata e senza via d’uscita.

Questa storia ci mostra un’altra considerazione molto importante: le parole possono uccidere. Gli insulti, le prese in giro, le offese hanno distrutto Andrea. Le parole che l’hanno ucciso, se fossero state gentili potevano salvarlo. Ci insegna quindi il potere che hanno: non sono semplici parole dette per scherzo, ma possono ferire profondamente una persona.

04 giugno 2026

IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA: IL RISPETTO PER IL DIVERSO E L'IMPORTANZA DELLA NOSTRA REAZIONE

(di Leonardo Sbravati, 2^C)


Il libro "Il ragazzo dai pantaloni rosa", scritto da Ciro Cacciola, racconta la storia di Andrea Spezzacatena, un ragazzo che iniziò a venire bullizzato per essere andato a scuola con dei pantaloni rosa; i compagni lo derisero ritenendo questo colore da femmina o, addirittura, da gay.
Andrea andò a scuola vestito così perché sua madre aveva lavato i suoi pantaloni insieme ai pantaloni rossi di Andrea, lui decise di metterli lo stesso, affermando che quel colore non gli dispiaceva.
Questa storia mi fa riflettere quanto siano pericolosi il bullismo e il cyberbullismo e quanto possano ferire una persona profondamente anche fino a morire.
Tra il bullismo e il cyberbullismo c’è una grandissima differenza: il bullismo lo si può attuare a scuola su una persona fisica; però quelle parole dette all’aperto possono svanire in fretta dalla mente di tutti. Questo non vuol dire che non sia pericoloso.

03 giugno 2026

IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA: OLTRE LO SCHERMO, EMOZIONI E SENTIMENTI

(di Andrea Sembeni, 2^C)

“Il ragazzo dai pantaloni rosa” è una storia triste e commovente raccontata da Ciro Cacciola. Parla di Andrea Spezzacatena, bullizzato online e nella vita reale per come era e come si vestiva, per colpa di un paio di pantaloni rosa.
Questa storia ci fa capire quanto sia importante riflettere e pensare che ognuno di noi è diverso e bisogna accettarlo, inoltre i social possono essere uno sfogo, un divertimento, però possono far male anche più di un pugno.
C’è una grande differenza tra bullismo e cyberbullismo: quest'ultimo viene svolto online e lo possono vedere tutti; rimane per sempre e per questo un commento, magari un insulto che per chi lo scrive può essere anche più leggero, per chi lo legge no, è ancora peggio. Inoltre chi subisce bullismo lo subisce da una persona, il bullo, che è sostenuto da altre, chiamate branco, che sono coloro che invece di difendere la vittima preferiscono mettere like oppure ridere come se niente fosse. In realtà quelle persone vorrebbero aiutare la vittima, però sono frenate dalla paura di essere escluse dal gruppo oppure di diventare la prossima vittima.
Se dovessi dare un voto al giudizio dei miei coetanei sarebbe 5, perché mi importa ma non più di tanto, e non mi è mai capitato di essere giudicato per cosa mangio, come mi vesto e così via.

01 giugno 2026

I DIRITTI DELLE DONNE NELL'ANTICHITÀ

(di Nathan Thime Nsope, 1^C)


I diritti delle donne sono uno dei temi centrali nel dibattito sulla parità di genere; essi includono conquiste storiche come il diritto di voto, l’istruzione e il lavoro. Nell’antichità i primi a mostrare delle forme di discriminazioni nei confronti delle donne furono i Greci e i Romani. In queste antiche civiltà erano presenti pesanti pregiudizi sull'inferiorità, sull’incapacità o addirittura sulla pericolosità delle donne. L’idea che gli antichi avevano della donna emerge chiaramente dalle parole di un personaggio del poeta greco Euripide (V sec. a.C.), Ippolito:

“O Zeus, perché dunque hai messo tra gli uomini un ambiguo malanno, 
portando le donne alla luce del sole?” 
- Euripide, Ippolito -

Da questa citazione capiamo che i Greci pensavano che le donne fossero persone negative, che portavano danno agli uomini. Qualche secolo dopo, però, la donna comincia ad essere considerata essenziale nella vita quotidiana e lo esprime l’agronomo latino Columella nella sua opera L’Agricoltura, risalente al I sec. d.C.: