(di Andrea Sembeni, 2^C)
“Il ragazzo dai pantaloni rosa” è una storia triste e commovente raccontata da Ciro Cacciola. Parla di Andrea Spezzacatena, bullizzato online e nella vita reale per come era e come si vestiva, per colpa di un paio di pantaloni rosa.
Questa storia ci fa capire quanto sia importante riflettere e pensare che ognuno di noi è diverso e bisogna accettarlo, inoltre i social possono essere uno sfogo, un divertimento, però possono far male anche più di un pugno.
C’è una grande differenza tra bullismo e cyberbullismo: quest'ultimo viene svolto online e lo possono vedere tutti; rimane per sempre e per questo un commento, magari un insulto che per chi lo scrive può essere anche più leggero, per chi lo legge no, è ancora peggio. Inoltre chi subisce bullismo lo subisce da una persona, il bullo, che è sostenuto da altre, chiamate branco, che sono coloro che invece di difendere la vittima preferiscono mettere like oppure ridere come se niente fosse. In realtà quelle persone vorrebbero aiutare la vittima, però sono frenate dalla paura di essere escluse dal gruppo oppure di diventare la prossima vittima.
Se dovessi dare un voto al giudizio dei miei coetanei sarebbe 5, perché mi importa ma non più di tanto, e non mi è mai capitato di essere giudicato per cosa mangio, come mi vesto e così via.
Di solito per i ragazzi della mia età le paure sono quelle di non far parte di un gruppo e di non essere accettate; se non fai parte di alcun gruppo puoi essere preso in giro.
Gli amici dei ragazzi bullizzati per me si devono mettere dalla parte della vittima e avere il coraggio di dirlo ad un adulto sia in ambito scolastico sia famigliare; per esempio i professori dovrebbero richiamare il bullo più volte e tenerlo d’occhio, poi comunicarlo ai genitori che poi decideranno la punizione e io, se fossi genitore, toglierei i social a mio figlio.
Per dare ai bulli un po’ più di sensibilizzazione verso chi c’è dall'altra parte dello schermo dovremmo trovare il modo di far capire loro che dall’altra parte di quello schermo gelido c’è una persona come loro, con emozioni e sentimenti.

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