(di Nathan Thime Nsope, 1^C)
I diritti delle donne sono uno dei temi centrali nel dibattito sulla parità di genere; essi includono conquiste storiche come il diritto di voto, l’istruzione e il lavoro. Nell’antichità i primi a mostrare delle forme di discriminazioni nei confronti delle donne furono i Greci e i Romani. In queste antiche civiltà erano presenti pesanti pregiudizi sull'inferiorità, sull’incapacità o addirittura sulla pericolosità delle donne. L’idea che gli antichi avevano della donna emerge chiaramente dalle parole di un personaggio del poeta greco Euripide (V sec. a.C.), Ippolito:
“O Zeus, perché dunque hai messo tra gli uomini un ambiguo malanno,
portando le donne alla luce del sole?”
- Euripide, Ippolito -
Da questa citazione capiamo che i Greci pensavano che le donne fossero persone negative, che portavano danno agli uomini. Qualche secolo dopo, però, la donna comincia ad essere considerata essenziale nella vita quotidiana e lo esprime l’agronomo latino Columella nella sua opera L’Agricoltura, risalente al I sec. d.C.: