Castenedolo… incontra San Francesco, con la guida di due rockstar della cultura: lo storico Alessandro Barbero e il giornalista Aldo Cazzullo, che con i loro libri dedicati al patrono d’Italia hanno superato insieme un milione di copie vendute.
Nella serata del 12 gennaio hanno regalato alla comunità uno sguardo nuovo, oltre gli stereotipi, a 800 anni dalla morte di Francesco. Perché quell’uomo medievale parla ancora alla nostra identità nazionale? Francesco con i suoi pensieri e le sue azioni, è stato protagonista del suo tempo. Cazzullo sostiene che una figura così nasce una volta ogni millennio: Gesù, Buddha e Francesco.
Nessuno può capire San Francesco fino in fondo se non è mai stato follemente innamorato: lui, che era determinato fin dalla giovinezza a fare qualcosa di grandioso, finì per fare qualcosa di eterno. La povertà era per Francesco la massima forma di libertà. Chi oggi direbbe una cosa del genere?!
Nessuno può capire San Francesco fino in fondo se non è mai stato follemente innamorato: lui, che era determinato fin dalla giovinezza a fare qualcosa di grandioso, finì per fare qualcosa di eterno. La povertà era per Francesco la massima forma di libertà. Chi oggi direbbe una cosa del genere?!
Francesco è una figura formativa per la nostra comunità, ispira gli italiani che vogliono fare qualcosa di grande e di buono: è un santo di pace.
È il primo italiano che scrive in lingua italiana, il primo che fa il presepe, il primo che reinventa il teatro e la pittura inserendo il paesaggio al posto del fondo oro.
È il precursore dell’Umanesimo, è sua l’idea che ogni uomo e ogni donna hanno una dignità che va sempre rispettata. Questo rende attuale e urgente il suo insegnamento: noi non siamo Francesco, ma possiamo diventarlo quando capiamo che ognuno si salva con il resto dell’umanità e della creazione. È una fortuna - come dice Cazzullo - essere cristiani ed essere italiani.
È il precursore dell’Umanesimo, è sua l’idea che ogni uomo e ogni donna hanno una dignità che va sempre rispettata. Questo rende attuale e urgente il suo insegnamento: noi non siamo Francesco, ma possiamo diventarlo quando capiamo che ognuno si salva con il resto dell’umanità e della creazione. È una fortuna - come dice Cazzullo - essere cristiani ed essere italiani.

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