02 febbraio 2026

BARBERO E CAZZULLO SU SAN FRANCESCO

(di Lorenzo Italo Papi, 1^A)

Castenedolo… incontra San Francesco, con la guida di due rockstar della cultura: lo storico Alessandro Barbero e il giornalista Aldo Cazzullo, che con i loro libri dedicati al patrono d’Italia hanno superato insieme un milione di copie vendute.

Nella serata del 12 gennaio hanno regalato alla comunità uno sguardo nuovo, oltre gli stereotipi, a 800 anni dalla morte di Francesco. Perché quell’uomo medievale parla ancora alla nostra identità nazionale? Francesco con i suoi pensieri e le sue azioni, è stato protagonista del suo tempo. Cazzullo sostiene che una figura così nasce una volta ogni millennio: Gesù, Buddha e Francesco.
Nessuno può capire San Francesco fino in fondo se non è mai stato follemente innamorato: lui, che era determinato fin dalla giovinezza a fare qualcosa di grandioso, finì per fare qualcosa di eterno. La povertà era per Francesco la massima forma di libertà. Chi oggi direbbe una cosa del genere?!
Francesco è una figura formativa per la nostra comunità, ispira gli italiani che vogliono fare qualcosa di grande e di buono: è un santo di pace.
È il primo italiano che scrive in lingua italiana, il primo che fa il presepe, il primo che reinventa il teatro e la pittura inserendo il paesaggio al posto del fondo oro.
È il precursore dell’Umanesimo, è sua l’idea che ogni uomo e ogni donna hanno una dignità che va sempre rispettata. Questo rende attuale e urgente il suo insegnamento: noi non siamo Francesco, ma possiamo diventarlo quando capiamo che ognuno si salva con il resto dell’umanità e della creazione. È una fortuna - come dice Cazzullo - essere cristiani ed essere italiani.

Nessun commento:

Posta un commento