(di Anna Cella, 2^C)Il libro “il ragazzo dai pantaloni rosa”, scritto da Ciro Cacciola, lascia una riflessione molto forte, proprio perché racconta una storia che purtroppo potrebbe accadere a chiunque.
La cosa più dolorosa è che Andrea viene preso di mira a causa di un motivo banalissimo: un paio di pantaloni diventati rosa in seguito a un lavaggio sbagliato. Quel semplice vestito ha trasformato Andrea nel bersaglio delle prese in giro, solo perché di un colore molto spesso legato a stereotipi. Secondo me, i compagni del protagonista hanno utilizzato i pantaloni, che in realtà non erano la vera causa, per ferire Andrea e prenderlo di mira. Quello non è un semplice indumento, ma un simbolo di libertà, perché nonostante Andrea venga bullizzato continua a indossarli: lo fanno stare bene e questo è l’importante! Questo libro ci vuole, infatti, mostrare come il mondo in cui viviamo sia solito a giudicare l'apparenza, basandosi solo su pregiudizi e stereotipi, senza conoscere davvero chi sia davanti.
Un tema principale che il libro vuole trattare è il bullismo. Andrea, infatti, ci mostra che questo non è un semplice scherzo innocuo perché può ferire lentamente una persona dentro facendola sentire sola, sbagliata e senza via d’uscita.
Questa storia ci mostra un’altra considerazione molto importante: le parole possono uccidere. Gli insulti, le prese in giro, le offese hanno distrutto Andrea. Le parole che l’hanno ucciso, se fossero state gentili potevano salvarlo. Ci insegna quindi il potere che hanno: non sono semplici parole dette per scherzo, ma possono ferire profondamente una persona.