28 maggio 2026

LA STORIA DEL FLAUTO TRAVERSO

(di Giorgia Febbrari ed Elisabetta Zorzi, 1^B)

Il flauto traverso è uno strumento a fiato presente in quasi tutte le orchestre, molto amato e con una storia risalente a moltissimi secoli avanti Cristo: col tempo ha avuto un’enorme evoluzione, fino ad arrivare a ciò che è oggi.
50.000-60.000 (Uomo di Neanderthal)
Il Flauto di Divje Babe (pronunciato Dìvie Bàbe) è il più antico "strumento musicale" conosciuto. Sta a rappresentare l'evoluzione che ha avuto l’uomo iniziando a capire la musica e l’arte. Si trattava di un frammento di femore di giovane orso delle caverne con fori allineati, poi veniva soffiata dentro dell’aria e tramite vibrazioni emetteva un suono musicale.










Presso gli antichi Cinesi
Il flauto traverso della tradizione cinese è il Dizi: è uno strumento realizzato in bambù, riconoscibile per il suo suono brillante e leggermente "tremolante", caratterizzato da una membrana vegetale che produce il suo timbro caratteristico. È largamente impiegato sia come solista sia nelle orchestre e nell'Opera di Pechino. Il flauto traverso cinese, risalente a oltre 8.000 anni fa, era fatto di ossa di animali, e si è poi evoluto fino ad arrivare al Dizi.














Presso gli antichi Indiani
Veniva chiamato Bansuri, non si sa ancora a quale periodo storico risalgano le sue origini, ma viene menzionato in alcuni antichi testi sacri induisti e viene strettamente associato ad una divinità, Krishna. Era uno strumento popolare dei pastori, utilizzato nelle cerimonie, viene suonato ancora oggi ma è stato modificato nel XX secolo. Viene ricavato da un singolo stelo di bambù e ha un suono molto caldo, profondo e melodico.










Il flauto Medievale
Il flauto traverso arriva in Europa in epoca medievale dai commerci con l’Oriente, le prime testimonianze risalgono al X secolo. erano costruiti in legno, con un unico tubo cilindrico con sei fori perfettamente allineati per le dita. Si poteva tenere sia alla destra che alla sinistra del suonatore. Inizialmente era uno strumento piuttosto raro, ma divenne poi popolare in Francia e in Germania. all’epoca lo chiamavano flauto tedesco per differenziarlo da altri strumenti simili al flauto dolce moderno che erano allora più diffusi. Intorno al XIV secolo divenne uno strumento di segnalazione militare. Intorno al 1500 venne introdotto nelle corti dei nobili come strumento solista o parte di un’orchestra.













Il flauto Rinascimentale
Il flauto Rinascimentale mantenne sostanzialmente la struttura del flauto Medievale. si ha testimonianza dell'esistenza di diverse taglie come richiede la polifonia. Era costruito in un pezzo unico, tranne per la taglia grande, il basso, divisa in testata per motivi pratici; la taglia media, il tenore, era la più diffusa come strumento solista, mentre soprano e basso erano utilizzati nei consort ovvero orchestre di solo traverse (nome con cui si chiamavano all’epoca i flauti traversi).















Il flauto nel periodo Barocco
Nella prima parte del 1600 il flauto rimase uguale a quello rinascimentale. Successivamente nasce il vero e proprio flauto Barocco chiamato altrimenti flauto ad una chiave. Questo strumento venne spesso perfezionato dalle famiglie di importanti costruttori di strumenti, tra cui spicca il nome degli Hotteterre verso la fine del Seicento. Lo strumento in questo periodo viene diviso in tre parti: testata, corpo e piede. Corpo e piede hanno una forma cilindrica che va a restringersi verso l’esterno. Rispetto al flauto Rinascimentale c’è un foro in più (per il Mi♭) controllato da una chiave. Intorno al 1720 lo strumento subisce un’altra modifica: il corpo centrale viene diviso in due parti, di cui una intercambiabile. Ciò venne fatto per poter far adattare lo strumento alle varie tipologie di diapason (strumento acustico che emette una nota standard in modo che gli altri strumenti si possano accordare), sostituendo la parte intercambiabile con un’altra di diversa lunghezza. questa modifica sostanziale fa capire quanto il ruolo di flautista professionale sia cambiato, da quando gli strumenti appartenevano alla corte per cui l’intonazione non doveva cambiare essendo sempre lo stesso diapason, a quando i flautisti professionisti dovettero avere il proprio strumento da adattare ai vari diapason.







Il flauto nel periodo del Classicismo e del Romanticismo (XVIII-XIX secolo)
Il flauto ad una chiave viene perfezionato da moltissimi ed importanti artigiani, aggiungendo altre chiavi che servivano a fare nuove note alterate, o a semplificare l’esecuzione di alcune note molto difficili da suonare senza le chiavi, e resero più accessibile il registro acuto, sempre più utilizzato dai flautisti. Intorno al 1820 la storia del flauto si biforca: da una parte il flauto classico continua ad evolversi, con la cameratura conica e più o meno le stesse chiavi, mentre dall'altra parte c’è il flautista, compositore e inventore tedesco Theobald Boehm che modificò drasticamente lo strumento, partendo dalla cameratura che divenne cilindrica (tranne che per la testata), riposizionò i fori in una posizione migliore per l’acustica ma anche a livello ergonomico, inventando una complicata struttura di chiavi che resero più semplice suonare, questo nuovo tipo di flauto (stesso modello del flauto tuttora in uso) venne brevettato nel 1847, inizialmente era molto discusso, ma all’inizio del XX secolo il modello classico all’epoca ancora in uso venne completamente dimenticato e il flauto di Bohem fu l’unico utilizzato ufficialmente finora.

La nostra passione
Noi adoriamo questo strumento perché è antico ma allo stesso momento contemporaneo, è molto versatile ed è adatto a moltissimi tipi di musica, non ha una sola funzione nell’orchestra e può rivestire parecchi ruoli. Suoniamo noi stesse il flauto traverso da Settembre e amiamo suonarlo, imparare non è stato semplicissimo ma non è nemmeno troppo complicato. Ci é piaciuto anche molto il suo suono sia in un’orchestra che singolarmente.

1 commento:

  1. Brave ragazze ,complimenti per il vostro elaborato. Ci vediamo a settembre

    RispondiElimina