24 aprile 2026

MARCO MASINI E LA POETICA DELLA DISILLUSIONE

(di Alessandro Talarico, 1^A)


Nato a Firenze nel 1964, Marco Masini ha segnato gli anni 90 con stile unico e inconfondibile a differenza di molti cantautori di un tempo: sul palco lui porta la verità bruta della musica in modo diretto e di solito con amarezza.
Spesso parla di amori infranti con le sue canzoni come con “Bella stron**”: dal titolo sembra un testo volgare di un ragazzo ignorante, ma parla di come un tradimento condiziona una relazione, come i soldi oramai comprino tutto.
Un altro testo con un titolo significativo ma volgare è “Vaffanc***”, che parla di come la musica sia cattiva e raduna in gregge i fan e di quando veniva preso in giro dagli stessi familiari.
Un'altra canzone per me molto significativa è una cover di “Signor tenente”, eseguita durante il Festival di Sanremo 2017 nella serata dedicata alle cover. Masini scelse di rendere omaggio a Giorgio Faletti, autore e interprete originale del brano del 1994: la canzone è dedicata al tema della lotta alla mafia e alle difficili condizioni vissute dalle forze dell'ordine dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio.
Un’altra canzone che mi piace molto è “Uomo volante”, vincitore di Sanremo nel 2004: racconta il desiderio di un uomo di diventare padre e di poter regalare a un futuro figlio un mondo migliore.
Masini è il mio cantante preferito e lo dimostrano le statistiche di ascolto mie su Spotify! Mi sono appassionato a lui grazie a mio padre e a Sanremo in cui molte volte da quando sono nato è stato accompagnato da Fedez.



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