(di Stefania Barcella)
"Non abbiate fretta" sembra un augurio che appartiene ad un tempo fuori dal tempo. Fuori dal nostro mondo, dalla nostra realtà quotidiana. E suona addirittura paradossale all'interno di una redazione giornalistica, seppur semplice, come la nostra. Eppure è proprio questo l'augurio che vogliamo fare a ciascuno di voi - amati studenti e studentesse - riprendendo la citazione del politico, saggista e giornalista Alexander Langer (per leggerla clicca qui).
Non abbiate fretta, e cogliete ogni opportunità che il procedere lentamente - giorno dopo giorno, passo dopo passo - vi donerà. Per dirla come i latini, che forse qualcuno di voi avrà la fortuna di studiare, sta nell'espressione carpe diem il senso di un anno che comincia, nel contesto dei nostri tempi e dei nostri spazi - interiori ed esteriori - così travagliati e complessi come quelli che stiamo vivendo.
La traduzione scolastica di questa frase è "cogli l'attimo", ma - in verità - quella più fedele al testo di Orazio è "prendi a spizzico il giorno".
E proprio in questo apparente contrasto - tra la fretta suggerita dal "cogli l'attimo", e la lentezza della sua traduzione più fedele - sta la mappa con cui vivere il 2026 che abbiamo davanti.
Se pensiamo a "cogliere l'attimo", ci viene in mente il dover fare tutto e subito, il dover strappare l'occasione appena s'intravede, il dover escogitare la maniera più brillante per vincere nella partita dell'esistenza.
Ma, se pensiamo a "prendere a spizzico il giorno", ecco che tutto si trasforma: capiamo che ogni singolo istante ha il suo valore, che l'occasione di cui sopra sta nello sguardo scambiato con chi incontriamo davanti a noi, che la partita da vincere è prima di tutto quella del restare fedeli a se stessi, e che una sorta di viva lentezza possa essere più efficace di una folle corsa a chi arriva per primo.
Il 2026 possa essere un anno lentius, profundius, suavius: più lento, più profondo, più dolce. Per scardinare le difficoltà, le paure, gli avversari di ogni genere, dentro e fuori di noi, nella nostra storia personale e in quella del mondo intero. E possa essere questa una chiave di lettura con cui vivere i nostri giorni, i nostri attimi e tutto ciò che comincia. Buon anno!
E proprio in questo apparente contrasto - tra la fretta suggerita dal "cogli l'attimo", e la lentezza della sua traduzione più fedele - sta la mappa con cui vivere il 2026 che abbiamo davanti.
Se pensiamo a "cogliere l'attimo", ci viene in mente il dover fare tutto e subito, il dover strappare l'occasione appena s'intravede, il dover escogitare la maniera più brillante per vincere nella partita dell'esistenza.
Ma, se pensiamo a "prendere a spizzico il giorno", ecco che tutto si trasforma: capiamo che ogni singolo istante ha il suo valore, che l'occasione di cui sopra sta nello sguardo scambiato con chi incontriamo davanti a noi, che la partita da vincere è prima di tutto quella del restare fedeli a se stessi, e che una sorta di viva lentezza possa essere più efficace di una folle corsa a chi arriva per primo.
Il 2026 possa essere un anno lentius, profundius, suavius: più lento, più profondo, più dolce. Per scardinare le difficoltà, le paure, gli avversari di ogni genere, dentro e fuori di noi, nella nostra storia personale e in quella del mondo intero. E possa essere questa una chiave di lettura con cui vivere i nostri giorni, i nostri attimi e tutto ciò che comincia. Buon anno!

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