06 marzo 2026

NON SOLO DEI SEMPLICI CALCI AD UN PALLONE

(di Alessandro Talarico, 1^A)

Come tanti miei coetanei, pratico calcio e lo seguo fin da quando ero piccolo. Oggi che sono più grande, parallelamente allo sport giocato vivo l’ansia, l’attesa e l’adrenalina per le partite di Serie A immerso nel mondo fantasy - come dice la parola stessa - del fantacalcio.
Il calcio nacque come lo sport di tutti, soprattutto praticato agli inizi da chi aveva meno possibilità economiche: le sue radici affondano in antichissime tradizioni ludiche che risalgono a molti secoli prima della nascita di Cristo.
Il calcio professionale purtroppo non risulta lo stesso di un tempo dato che quasi tutto ruota attorno ai soldi: trasferimenti da milioni di euro catalizzano l’attenzione e spezzano legami di capitani e giocatori con la loro squadra.
Il calcio più puro rimane quello giocato per strada e nei campetti tra ragazzini che giocano non solo per vincere, ma per provarci e divertirsi. Tra ragazzini che, fra i tiri di pallone, imparano a cadere, farsi male, ma anche a rialzarsi quando la vita colpisce davvero forte. Tra ragazzini che sperimentano sulla propria pelle l’importanza del “fair play”, del gioco onesto, della lealtà verso i compagni e gli arbitri.
Questi sono i valori che dovremmo tenere sempre a mente e vivere ogni giorno, ogni volta in cui pensiamo al calcio.

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